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Gotthard: la magia continua @ Orion – 15 10 2014

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Si parte, direzione Orion per intervistare uno dei gruppi più famosi dell’hard rock europeo, direttamente dalla Svizzera Italiana: stasera i Gotthard si esibiscono per il pubblico romano. La data del 15 ottobre segna la prima in suolo europeo per il Bang! Tour che prevede date anche in Giappone e Sud America. L’occasione, neanche a dirlo, è quella di promuovere l’omonimo album Bang!, undicesimo album in studio per la band svizzera e pubblicato il tutto il mondo il 4 aprile 2014.

Con l’occasione abbiamo avuto anche la possibilità di assistere ad un concerto strepitoso e potervelo raccontare. Molte cose sarebbero da dire, prima fra tutte l’eterna lotta romana contro il pubblico che scarseggia. Nei nostri report abbiamo raccontato spesso di locali semi vuoti, pubblico assente o poco partecipe… e finchè si tratta di concerti “cosidetti” underground potremmo anche farcene una ragione, ma quando una band come quella dei Gotthard sale sul palco ci si aspetterebbe un bel tutto esaurito! E invece il locale era pieno neanche per metà. Forse il prezzo del biglietto era eccessivo e sicuramente ha pesato anche l’assenza di Steve Lee alla voce, ma, come ho avuto modo di dire allo stesso Leo Leoni, ciò che è accaduto non è certo colpa della band che invece ha il merito di aver trovato comunque la forza di andare avanti e continua a produrre musica di altissimo livello, per la gioia di tutti noi appassionati del genere.

Si inizia insolitamente presto, per essere a Roma: alle 20:20 circa salgono sul palco i Planethard, opening delle due date italiane del Bang! Tour. Come per tutte le band “spalla” il tempo per il soundcheck è ridotto all’osso, forse anche per questo l’esecuzione dei pezzi non mi ha colpito particolarmente. Quello che invece mi ha molto colpito è stata la proposta artistica dei Planethard. Sicuramente non hanno inventato nulla di nuovo e magari, come ha detto qualcuno, non sono neanche tanto originali eppure ho trovato i loro pezzi BELLI. Interessanti, ben costruiti, melodici al punto giusto, dinamici… non mi capita spesso di apprezzare le qualità compositive di una band italiana, soprattutto se la band in questione propone un genere che non seguo particolarmente, come il rock alternativo. Eppure ripeto, ho trovato i loro pezzi molto piacevoli da ascoltare e decisamente sopra la media. Consiglio assolutamente l’acquisto dei loro CD in studio.
I Planethard sono: Davide Merletto (Vocals), nuovo frontman della band; Marco D’Andrea (chitarra); Alex Furia (basso); Stefano Arrigoni (batteria) e il neo entrato Davide Pozzoli (chitarra).

Per “un attimo” si spengono le luci, i roadie preparano gli strumenti, il poco pubblico si ammassa sotto palco… ed ecco il suono acuto delle sirene, con tanto di segnali luminosi appositamente posizionati sopra gli amplificatori, e la scritta GOTTHARD che appare sul maxi schermo dietro al palco. Fanno il loro ingresso Leo Leoni, Nic Maeder, Hena Habegger, Marc Lynn e Freddy Scherer, accompagnati da Ernesto Ghezzi, alle tastiere, e dai tanti applausi del pubblico. Pochi, ma rumorosi.
Inutile dire quanto la band sia rodata, quanto ci sappia fare sul palco, quanto sembra divertirsi (e credo si diverta davvero).

L’incipit è esplosivo con “Bang!”, brano che dà titolo al secondo album pubblicato con Nic alla voce. Compito non facile il suo: raccogliere l’eredità di uno dei frontman più amati dal pubblico del rock, scomparso prematuramente e per questo ancora più difficile da sostituire. E’ entrato nella band in punta di piedi, consapevole di avere una grande responsabilità, ma oggi se la cava benissimo sul palco, sfoggia una voce calda ed espressiva, energica e graffiata al punto giusto. Si trova a suo agio con il pubblico e a sua volta il pubblico romano ne apprezza la performance. C’è ancora tanta nostalgia nell’aria, ma credo che qualsiasi paragone con il suo predecessore sia da evitare: ogni musicista porta con sè il proprio bagaglio emotivo e professionale che lo rende unico.
Che dire degli altri membri della band? Tengono il palco come solo i grandi sanno fare, duettano tra loro, coinvolgono il pubblico, scuotono le mura dell’Orion sulle note di “Get Up ‘n’ Move On”, “Sister Moon”, “Right On”, “Master Of Illusion”, “Domino Effect”, “Feel What I Feel”, “The Call”, “Heaven”, “Remember It’s Me”, “My Belief”, “What You Get” e “Starlight”. La set list è fitta, prevede circa 2 ore di show e finora l’impatto sonoro dell’hard rock si è fatto sentire. Arriva il momento del set acustico, sale sul palco Leo  Leoni, accompagnato solo dalla sua chitarra, per dedicare una toccante versione di “The Train” all’amico scomparso. “The Train” infatti è l’ultima traccia registrata dal cantante Steve Lee. Ricordiamo che i due, prima di fondare assieme i Krak, poi diventati Gotthard, aveva già collaborato ai tempi dei Forsale (1988).
Leo viene raggiunto dagli altri, tra cui Nic, con in braccio una fisarmonica che, come dice lo stesso Leo al microfono, suona per la prima volta per il brano “C’est La Vie”. Seguono “One Life, One Soul” e “Maybe”, traccia quest’ultima contenuta nell’album “Bang!”.

Terminato il set acustico si torna alla potenza del rock con la cover “Hush” che esplode tra le mura dell’Orion. Quindi è la volta di “Mountain Mama” e “Lift U Up” che vede i musicisti scendere in sala e suonare tra un pubblico estasiato. E’ l’ultimo brano, la band si congeda, mentre un reggiseno viene lanciato sul palco per Leo Leoni.
Noi delle prime file abbiamo sotto mano la scaletta e sappiamo che ci sono altri due brani in programma e infatti ecco che Leo, Nic, Hena, Marc e Freddy tornano, acclamati dal pubblico, per il bis. Eseguono “Anytime Anywhere” e “Thank You”, dedicata dalla band al pubblico presente. Questa volta il concerto è davvero terminato. Il tempo di una sigaretta ed ecco i musicisti apparire in sala per autografi e foto di rito.

Gran bel concerto! Credo che Steve Lee, lassù, sia orgoglioso della band che ha fondato.

Setlist Planethard:

Play Harder
She’s All Over
Awake
This World
Inglorious Time
The One
Ride Away
Don’t Say Goodbye
Neverfailing Superstar
Kill Me (But First Kiss Me)

Setlist Gotthard:

Bang!
Get Up ‘n’ Move On
Sister Moon
Right On
Master Of Illusion
Domino Effect
Feel What I Feel
The Call
Heaven
Remember It’s Me
My Belief
What You Get
Starlight
Train
C’est La Vie
One Life, One Soul
Maybe
Hush
Mountain Mama
Lift U Up
Anytime Anywhere
Thank You

Galleria Fotografica a cura di Stefano Panaro
Per le foto in alta risoluzione: info@romebywild.it

Author Description

Francesca Flati

Francesca Flati

Studia da sempre il bel canto, distribuisce perle di marketing strategico, vive per la musica, è webmaster per hobby. Ama la scienza e l'arte, adora i portoni aperti e non si accontenta di percorrere una sola strada per volta, la sfida è riuscire ad essere in più posti contemporaneamente.

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