Recensione di Lords of the Trident – “Frostburn”

a cura di Giorgio Barnia
http://www.romebywild.it/wp-content/uploads/2015/11/lords_of_the_trident_band.jpgRecensione di Lords of  the Trident – “Frostburn”

“Frostburn” è un nuovo capitolo della saga fantasy musicale dei Lords of the Trident, “la più metallica band di metallo della Terra”, tra duelli di lucenti spade e chitarre, belle melodie, avventure e magie.

Il cosiddetto progressive rock e il più tardo heavy metal sono i due filoni della popular music che più di altri hanno utilizzato, nei testi e nella grafica, tematiche fantastiche e soprannaturali, anche se attingendo da queste vaste materie, con finalità estetiche e contenutistiche divergenti.

Mentre il prog rock, soprattutto quello storico, è proteso verso forme più letterarie e colte, dove il fantastico, di matrice più che altro ottocentesco e folcloristico, oltre a non essere costante, spesso è velato e trascendente, nell’heavy metal il tema viene trattato con un atteggiamento più derivativo e ludico, nella tradizione nata con gli Hawkwind, gli inventori dello space rock (e del trip psichedelico discotecaro, loro malgrado), la cui discografia è composta da concept album di palese argomento fantasy e fantascientifico direttamente attinto dalle correnti narrative di matrice per lo più americana (e dal loro amico e collaboratore, lo scrittore inglese e rocker occasionale, Michael Moorcock).
(Ricordiamo anche i francesi .. pardon .. kobaiani Magma, i quali raggiungono il medesimo paradigma degli Hawkwind, anche se in tutt’altro contesto stilistico, con una discografia la quale non è altro che una lunga e unica saga fantascientifica interstellare, i cui album sono usati a modo di libri episodici. Un concept totale).
Le stesse correnti le ritroviamo nel metal (e tutti i suoi derivati), con una particolare predilezione sia verso il fantasy narrativo commerciale post Tolkien, sia verso la tradizione Weird Fantasy del pulp magazine della prima metà del 20° secolo. Da qui il florilegio di illustrazioni di copertina negli album di metal raffiguranti guerrieri (ma di preferenza guerriere) in posa plastica o dinamica, pronti ad usare i loro spadoni a due mani come fossero chitarre elettriche (o viceversa, che è lo stesso) nei confronti di mostri, draghi, non-morti, Grandi Antichi ecc.
Il riuscito e simpatico accostamento tra il suono del “rock potente” e il potente braccio di Conan il cimmero ha affascinato e coinvolto anche i maestri dell’illustrazione di genere, come Frank Frazetta, Richard Corben, Berni Wrightson, Roger Dean, Rodney Matthews, ecc. ecc. Non a caso, la più importante e storica rivista di illustrazione e narrativa sequenziale in fantascienza, porta il nome della francese “Métal Hurlant“. E la sua versione americana, “Heavy Metal“.

I metallissimi americani Lords of the Trident si immettono prepotentemente in questa tradizione sia con lo spirito ludico degli Hawkwind, sia con l’utilizzo del concept totale dei Magma. La loro stessa biografia (la potrete trovare nel loro sito ufficiale) è una lunga e divertentissima narrazione di quelle stesse cose che succedono a quasi ogni band musicale del globo, con cambi di formazione, rapporti tesi tra i membri del gruppo, produttori, etichette discografiche, concerti. Però traslitterati in salsa fantasy mitologica e riproposta in forma musicale, attraverso i loro album (tutti disponibili gratuitamente sullo stesso sito), che, come per i Magma, costituiscono ciascuno un capitolo ulteriore della stessa storia.
Lords Of The Trident - "Frostburn" CoverGli arrangiamenti dei brani contenuti nell’album “Frostburn” sono tutti compatti e diretti senza rinunciare a qualche minimo fronzolo che però non inquina l’immediatezza. Riescono a coinvolgere con un rock già sentito mille volte, ma che non annoia. In questo, il brano d’apertura “Knights of Dragon’s Deep“, come anche la successiva “The Loungest Journey“, sono un ottimo esempio. Stesso discorso per “Wind of The Storm” con le chitarre serrate, ma pulite. Sorprendentemente queste influenze non si fermano al rock AOR anni ’80 ma, specie in alcuni riff, si sentono reminiscenze Hawkwind (e come poteva essere altrimenti?), mischiate a vocalizzi che omaggiano quelli tipici di Tallarico degli Aerosmith, come in “Manly Witness“.
Le parti vocali, specie nei cori, sono enfatici senza scadere eccessivamente nel sentimentalismo del modo di cantare tipicamente americano. In più, sparse nelle tracce, troviamo vere e proprie citazioni vocali di alcuni vocalist storici del rock duro.
Haze of the Battlefield” ci regala qualche istante di quiete nel suo intro, facendoci credere che inizi la tipica ballad di rito giunti a metà album. Invece è solo il preludio all’incedere maestoso attraverso la foschia sul campo di battaglia.
Tornano le chitarre assassine nel quasi thrashKill to Die“. Divertentissima la voce di Christian che si alterna tra il suo tipico epic metal e l’imitazione di Ian Gillan e di Brian Johnson (ma senza gracchii). Nel brano c’è spazio anche per stacchi di basso e chitarra acustica. Istanti di pausa nella lunga cavalcata.
Convenzionale “Den of the Wolf“. Non brutta, ma scorre senza lasciare particolari ricordi. Il finale in fade-out ci conferma essere un mero riempitivo.
Più articolata è “Lights This City“, incastonata tra rombi di motocicletta (forse incongrui in un contesto Heroic Fantasy), chitarre al fulmicotone e uno degli assoli migliori dell’album.
The Cloud Kingdom” inizia con le suggestive atmosfere tastieristiche para prog e dopo uno stacco acustico folk fa da breve introduzione alla finale “Shattered Skies“. Le atmosfere prog metal restano, rimarcate dai tappeti di tastiere e dalle aperture “aeree” delle chitarre, con un assolo originale e non banale nella costruzione.

Come per gli Hawkwind, la chiave per apprezzare la loro estetica, musicale e iconografica, sta tutta nella consapevolezza di chi ascolta. I Lords of the Trident non devono, e non vogliono, essere presi sul serio (guardate per esempio le foto ufficiali del gruppo).
Solo in questo modo e fortunatamente con l’aiuto di un riuscito rock metal, ben arrangiato e armonizzato, i Lords of the Trident ottengono il duplice scopo di divertire e non annoiare.

Buon ascolto e buona lettura con la saga dei “Signori del Tridente“.

Lords of the Trident – “Frostburn”

Band: Lords of the Trident
Album: “Frostburn”
Release Date: 13/02/2015
Label: Killer Metal Records

Tracklist – “Frostburn”

1. Knights of Dragon’s Deep
2. The Longest Journey
3. Winds of the Storm
4. Manly Witness
5. Haze of the Battlefield
6. Kill to Die
7. Den of the Wolf
8. Light This City
9. The Cloud Kingdom
10. Shattered Skies

Line Up – “Frostburn”

Fang Von Wrathenstein: Vocals (Ty Christian)
Asian Metal: Guitars (Akira Shimada)
Killius Maximus: Guitars (Elliot Ignasiak)
Pontifex Mortis: Nass (Brent Clark)
Dr. Dante Vitus: Drums (Joe Scarpelli)

Sito Ufficiale Lords of The Trident

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